Mozilla Corporation lo scorso mercoledì la prima versione Alpha del suo browser per smartphone tablets e derivati, ovvero Fennec, che utilizza gran parte del codice sul quale è costruito Firefox ed è attualmente disponibile per Nokia N800 e N810.
Trattandosi di una versione Alpha, altro non è che un semplice assaggio, in altre parole è una maniera per effettuare qualche prova in attesa della release definitiva che funzionarà nei Nokia N800 e N810, nonchè sui computer desktop con sistema operativo Linux, Windows o Mac.
Come di consueto, il rilascio di una versione di prova è finalizzato al miglioramento di quello che sarà il risultato finale grazie soprattutto alla partecipazione degli utenti che sono sempre invitati a segnalare errori e bug di vario genere e natura.
Secondo Mark Finkle, collaboratore di Mozilla, tutti gli utenti devono trovarsi nelle condizioni di installare Fennec sul proprio desktop con Linux, Windows o Mac. Fennec non deve essere un codice limitato solo a chi è in possesso di certi tipi di dispositivi.
La versione "device" di Fennec, pensata per i Nokia N800 e N810 funzionerà sotto Maemo, un sistema operativo basato sulla distribuzione Linux Debian.
Tuttavia il team sta sviluppando anche una release "device" di Fennec funzionante sulla versione Microsoft Windows adatta a dispositivi portatili.
Non dimentichiamoci inoltre che Fennec contiene il supporto per il touch-screen, un sistema per bloccare i pop-up, un sistema di password-manager e molte delle funzionalità che caratterizzano firefox 3.
Seppure la pre-Alpha di Fennec non è ancora dotata di certe caratteristiche, esse verranno integrate nella prossima release di prova. In particolare, stiamo parlando del motore java TraceMonkey di Mozilla e del supporto della funzionalità che ci permette di individuare la nostra posizione geografica, ovvero Geode, già presente nel codice Gecko 1.9.1 di Firefox 3.1 beta.
L’unica cosa che ci rimane da verificare è se il codice open source Fennec risulterà migliore rispetto ai precedenti tentativi di Mozilla di rilasciare browser funzionali su dispositivi portatili, come Minimo, progetto che è stato abbandonato nel novembre scorso.











