Il Parlamento Europeo si apre all’ODF


Tema più che discusso nell’ultimo periodo è quello che riguarda l’open source, questione che suscita accesi dibattiti e che probabilmente sta portando i suoi frutti.
Abbiamo trattato svariate volte l’argomento su questo blog e siamo lieti di comunicare che il Parlamento Europeo ha decretato che i deputati non dovranno necessariamente affidarsi al software proprietario per comunicare, al contrario, potranno affidarsi al formato ODF open.

La decisione da parte del Parlamento è frutto di lunghi e accesi dibattiti sulla questione relativa ai software open che si contrappongono a quelli proprietari.

Già negli scorsi mesi, infatti, era stata fatta una proposta a riguardo ma l’uso dei formati aperti si trovava ancora in una fase sperimentale con lo scopo di verificare la validità di simili alternative.

Il Parlamento per qualche mese si è dimostrato restio nell’uso di formati di produzione diversa rispetto a quelli dei software proprietari e per questa ragione ha agito cautamente fino alla conclusione che effettivamente tali formati non creano alcun problema.

Ricordiamo che queste misure erano stati già adottati dai Paesi Bassi, primo membro dell’Unione Europea ad aver deciso di utilizzare l’open source all’interno delle autorità governative.

Il software aperto si sta facendo strada in quest’ultimo periodo, a dimostrazione del fatto che sempre più di buon grado si accettano soluzioni alternative rispetto a quelle offerte dalle comuni applicazioni proprietarie arrivano ottime notizie a riguardo, tra queste vi ricordiamo, per esempio, le misure adottate dalla Russia.

Che dire? Sembra che qualcosa si stia svegliando e noi ci speriamo.

 

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