Internet, proposta di legge “Carlucci”: Riflettiamoci


Quello che dai primi commentatori è stato definito come "l’ennesimo tentativo del governo di riformare le regole fondamentali di internet" sarebbe, per l’Avvocato Guido Scorza, "una proposta inattuabile, per molti motivi". Stiamo parlando della breve proposta di legge (denominata: "Pedofilia e internet"), ideata dall’Onorevole Gabriella Carlucci. Quattro pagine che potrebbero, in linea teorica, rivoluzionare radicalmente l’utilizzo e la concezione della Rete per milioni di internauti.

Nella discussa proposta di legge intendiamo come sia intenzione dell’autore vietare l’immissione in rete, in "maniera anonima", di contenuti in qualsiasi forma. Da molti questo è stato preso più come una forma di limitazione della libertà di opinione che come una seria mossa anti-pedofilia.

Per replicare alle aspre critiche, che in questi giorni sono quindi venute alla luce da più parti, la parlamentare di Forza Italia ha scritto una lettera aperta in cui emerge la volontà di far capire e comprendere come la sua creatura legislativa sia focalizzata a combattere la pedofilia online e non a limitare la libertà di espressione.

In merito sempre Guido Scorza ,sulle pagine di Punto Informatico, dichiara:

"La proposta di legge sarebbe semmai antipirateria ma certamente non antipedofilia. Il disegno di legge non sembra avere niente a che vedere con la repressione della pedopornografia in relazione alla quale, peraltro, esistono già eccellenti strumenti tecnico-normativi e magistrati e forze dell’Ordine stanno lavorando tanto e bene."

Personalmente consiglio, a chi ancora non lo avesse fatto, di leggere la proposta di legge direttamente dal "file.doc" fruibile liberamente dal blog della parlamentare.

Riporto di seguito alcuni dei punti maggiormente oggetti di critiche:

Articolo 1

La presente legge si applica a tutte le attività di accesso alla rete internet effettuate a partire da – e per il tramite di – apparati informatici e infrastrutture fisicamente presenti nel territorio della Repubblica Italiana.

Articolo 2

1. E’ fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima. [...]

A voi i commenti, le riflessioni ed i pensieri.

 

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  1. #1 by Andrea on 10 marzo 2009

    La signora Carlucci, e suo compiacente governo, se non erro furo gli stessi a far diventare reato chi scarica un cd da ascoltare in auto (mentre lasciamo stare cosa depenalizarono).

    Siamo al solito discorso che si faceva, a me pare tanto che cerchino un pretesto qualsiasi, per far si che ci sia un inizio di controllo, mascherato da “haaaa i predofili,haaa i reati” per poi magari finire “tu hai scritto male di questo o di qul parlmentare e/o forza politica?? bene..mo vediamo”.

    La cosa più triste però è essere governati da dei showman, gente che vende padelle, o fanno i telequiz. Cavolo se venisse Mike Bongiorno a insegarmi ad usare un operazionale sinceramente mi inc******i come un animale ferito.
    Che poi detto tra noi, non credo che essa sia in grado di scrivere una legge (vedi discussione del showman) ma sia scritta da altri che sanno molto bene, cosa vogliono ottenere, e se la mia tesi è esatta la domanda è,”perche scrivere uan legge ed intitolarla ad altri?” forse per non esporsi in caso di problemi, forse perche cosi sembra più innocente, forse perche abbiamo fiducia nei presentatori tv!! Bho non so, ma son sempre più imbarazzato da questi “politici” :-(!

  2. #2 by weiji on 10 marzo 2009

    Ciao
    Come Andrea sollevo il dubbio che probabilmente i tentativi di monitorare “in chiaro” le attività del popolo italiano in rete possono essere riconducibili a una volontà di rendere visibili solo alcune informazioni a discapito di altre..
    Ora la diffamazione è cosa sgradita, non ci piove, tuttavia internet con i suoi milioni di blog, siti, forum e social è strutturata in maniera ben diversa dai canali tradizionali di informazione.
    Credo che solo chi sia inscritto al R.O.C. dovrebbe essere soggetto a queste leggi e deve essere a discrezione del blogger o amministratore del sito l’inscrizione all’albo, appunto per diventare un professionista certificato.
    Tuttavia i nostri politici ci stanno abituando a proposte di legge inverosimili e impraticabili, vedi l’ultima proposta dell’on. Maroni sull’ip unico per utente. Una persona qualsiasi che conosca sufficientemente internet potrebbe essere portata a credere che queste proposte sono finalizzate esclusivamente a combattere il fenomeno “Grillo&Company”.
    Chiudo il commento ricordando che il nostro paese è arrivato al 65° posto nella classifica del 2008 redatta dall’Organizzazione indipendente Freendom House (http://www.climatrix.org/2008/11/libert-di-stampa-in-italia.html), un pò poco per un paese del G8.

  3. #3 by Criss on 10 marzo 2009

    Ma tralasciando che in teoria non ferma la pedofilia questa manovra, dato che contenuti pedopornografici possono essere tranquillamente caricati negli stati esteri e poi visualizzati da un utente italiano!!! Sarebbe più utile potenziare la polizia postale!!!

  4. #4 by Giò on 10 marzo 2009

    La carlucci è un pupazzo, le fila sono tenute da altri.

  5. #5 by Crismon on 10 marzo 2009

    Il mio timore è che sia una scusa come un’altra per prendere il completo possesso della rete internet che fino ad ora, nel bene e nel male, è stata una piazza contraddistinta da un forte senso di libertà. Ovviamente sono contro certi tipi di informazione o meglio di divulgazione di materiale illecito e poco genuino.

  6. #6 by k on 10 marzo 2009

    Prima ancore di entrare nel merito della proposta, è ncessario far sapere a quanta più gente possibile che il documento Word che è possibile scaricare dal sito della Carlucci e che è alla base della proposta di legge camuffata da provvedimento anti-pedofilia risulta (come chiunque può verificare) essere stato scritto da Davide Rossi, presidente della Univideo, ovvero l’Unione Italiana Editoria Audiovisva. Per farsi un’idea del personaggio si può visionare ad esempio questo filmato: http://www.youtube.com/watch?v=3HabNofBVNo
    In ogni caso la Carlucci non è nuova a questo modus operandi (i.e. comunicare sotto dettatura d’altri): la stessa cosa era accaduta in occasione della nomina di Maiani a capo del CNR, quando si scoprì (anche in quel caso tramite un rapido esame delle proprietà di un file Word) che la fonte da cui la Carlucci attingeva era la segreteria di Zichichi, concorrente di Maiani per il posto al CNR e decisamente più gradito al centrodestra. In quel frangente la Carlucci aveva fatto una figura a dir poco grottesca, dimostrando un’abissale ignoranza non solo della materia del contendere ma financo della grammatica italiana, e al contempo la più totale macncanza di vergogna. Ovviamente tutto questo non ha avutto affatto effetti negativi sulla sua carriera politica, più probabilmente è accaduto l’opposto.

  7. #7 by Crismon on 11 marzo 2009

    Il tentativo della “Carlucci” probabilmente mirato a una sorta di guadagno di simpatie nei confronti degli internauti si rivela un vero e proprio buco nell’acqua.
    Come spesso succede in Italia nascono discussioni su argomenti delicati e seri ma i provvedimenti che intendono attuare sono contraddistinti da una linea poco chiara..

I commenti sono chiusi.

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