Soltanto poche ore fa abbiamo trattato un argomento relativo all’open source e di come la Norvegia abbia deciso di adottare e promuovere software open source all’interno del paese.
Navigando per la rete mi sono imbattuta in un’interessante notizia che riguarda niente meno la Nasa, la quale solo qualche tempo fa aveva annunciato di aver acquistato un supercomputer con sistema operativo Suse Linux Enterprise.
Oggi appuriamo che anche la Nasa ha deciso di prendere le difese dell’open source e di adottare un software libero allo scopo di segnalare errori eventuali riscontrati sullo Space Shuttle.
Il software open source che verrà impiegato dalla Nasa si chiama Praca (Problem Reporting Analysis and Corrective Action) e si basa proprio su un codice di bugzilla.
Si tratta di un evento molto importante dal momento che il passaggio a questa nuova piattaforma permetterà alla Nasa di ottenere diversi vantaggi.
Da una parte, infatti, verranno risparmiati la bellezza di circa 900.000 dollari. Il software open source, infatti, avrà un costo economico di circa 100.000 dollari contro i 1.000.000 dollari del vecchio software proprietario un tempo adottato dalla Nasa.
Oltre all’enorme vantaggio sul piano economico si avranno anche tanti benefici sul piano tecnico e pratico dell’operazione prevista nel 2010 dalla Nasa.
Grazie a questa piattaforma, infatti, la Nasa potrà intervenire personalmente e senza dovere aspettare i tempi del software proprietario con il vantaggio di essere anche più rapidi.
Ottima notizia che continua a farci ben sperare in un futuro roseo per l’open source.












