La Nasa si converte all’open source


Soltanto poche ore fa abbiamo trattato un argomento relativo all’open source e di come la Norvegia abbia deciso di adottare e promuovere software open source all’interno del paese.
Navigando per la rete mi sono imbattuta in un’interessante notizia che riguarda niente meno la Nasa, la quale solo qualche tempo fa aveva annunciato di aver acquistato un supercomputer con sistema operativo Suse Linux Enterprise.

Oggi appuriamo che anche la Nasa ha deciso di prendere le difese dell’open source e di adottare un software libero allo scopo di segnalare errori eventuali riscontrati sullo Space Shuttle.

Il software open source che verrà impiegato dalla Nasa si chiama Praca (Problem Reporting Analysis and Corrective Action) e si basa proprio su un codice di bugzilla.

Si tratta di un evento molto importante dal momento che il passaggio a questa nuova piattaforma permetterà alla Nasa di ottenere diversi vantaggi.

Da una parte, infatti, verranno risparmiati la bellezza di circa 900.000 dollari. Il software open source, infatti, avrà un costo economico di circa 100.000 dollari contro i 1.000.000 dollari del vecchio software proprietario un tempo adottato dalla Nasa.

Oltre all’enorme vantaggio sul piano economico si avranno anche tanti benefici sul piano tecnico e pratico dell’operazione prevista nel 2010 dalla Nasa.

Grazie a questa piattaforma, infatti, la Nasa potrà intervenire personalmente e senza dovere aspettare i tempi del software proprietario con il vantaggio di essere anche più rapidi.

Ottima notizia che continua a farci ben sperare in un futuro roseo per l’open source.

Fonte.

 

 

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  1. #1 by Crismon on 19 novembre 2008

    Questa è l’ulteriore prova schiacciante che il software open source è valido tanto quanto quello proprietario con alcune differenze che fanno la differenza. (scusate il gioco di parole). Un’azienda che decide di optare per questo genere di software ha i seguenti vantaggi (citati nell’articolo):

    1- Qualcosa come un 90% di risparmio;
    2- la possibilità di aggiornarsi o modificare il software a proprio piacimento a seconda delle esigenze.

    Prendere esempio da queste grandi aziende farebbe solo del bene…. mi fermo qui altrimenti il discorso prende la solita piega.

  2. #2 by gigigno on 19 novembre 2008

    non avete capito niente… la nasa ha scelto l’opensource perchè non ha più astronauti da mandare al macello, e siccome gli shuttle fanno sempre più schifo ha deciso di postare in orbita un po’ di linuxiani, che sono a costo zero, e non sono protetti ancora dagli animalisti ;-)

  3. #3 by weiji on 19 novembre 2008

    Ciao
    beh a questo punto che risparmi anche l’ESA…
    la recessione si fa sentire!

  4. #4 by Devil31 on 19 novembre 2008

    Beh è un esempio che l’italia deve seguire, considerando tutti i soldi che le scuole pagano per sistemi operativi e antivirus per proteggere dei computer che andrebbere solo messi fuoco XD.
    E poi si lamentano che le scuole sono senza soldi…

  5. #5 by Andrea on 20 novembre 2008

    ….in italia.. siamo ultimi in tutto, non vorremmo mica rompere la media ora ed essere tra i primi a usare il software open?? sia mai! Quando sarà veramente di moda questo software allora ci adegueremo anche noi x abbandonarlo appena finisce… non girano cosi le cose da noi? Infondo siamo il paese della dannatissima “moda”.

    :-(

  6. #6 by aivlas on 20 novembre 2008

    pero’ ricordiamo che open source e’ diverso da gpl, anche quando se ne parla in un articolo.
    comunque e’ un bell’articolo :)

  7. #7 by Roby on 20 novembre 2008

    Certo Gpl ed open source sono 2 cose distinte e separate però ultimamente si stanno facendo passi avanti…come dice Andrea in Italia non è ancora tempo! Però ti assicuro che i sostenitori crescono di giorno in giorno!

  8. #8 by opensat on 20 novembre 2008

    Questo è fantastico! Concordo sul fatto che i sostenitori dell’Open Source crescono davvero come i funghi! Sono davvero felice di questo!

  1. Ancora nessun trackback

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