In pochi hanno parlato dell’intervento tenuto nei giorni scorsi a Roma da Richard Stallman ed ancora meno sono quelli che hanno riportato qualche testimonianza, anche breve, di tale incontro.
Più unica che rara la testimonianza di Sandro Podda. Podda, giornalista del quotidiano Liberazione, è l’autore di una breve intervista (5 domande in tutto) al "Guru del Free Software"; intervista apparsa Domenica 10 Maggio sulle pagine del già citato giornale.
Riportiamo di seguito alcuni interessanti estratti dall’articolo/intervista che consigliamo di leggere nella sua versione integrale (vedi fonte).
D- Una domanda ovvia: perché il software libero è così importante per la nostra libertà?
R- Il software è importante per la tua libertà se usi i computers. Il software proprietario è un modo per i diversi sviluppatori di stabilire un potere su di te, di controllare quello che fai, di dividerti dalle altre persone non permettendoti di condividerlo con loro. Se non usi i computers sei al riparo da questi problemi. Ma più i computers diventano poco costosi e più anche le persone povere ne disporranno, diventando obiettivi del software proprietario. Non tento di dire che questa è la più importante delle questioni che riguardano la libertà delle persone. Ma queste questioni sono terribilmente importanti. Come si possono confrontare l’importanza del software libero e quello della libertà di stampa ad esempio o di libere elezioni? Non si può stabilire quale sia la più importante. Perché ognuna di queste si aiuta con l’altra. Fino a quindici anni fa poche persone usavano i computers ed erano minacciate da questo problema. Ma oggi la questione è diventata enorme. Ogni diritto umano è importante e quando si rinuncia ad uno di questi, ogni altro diritto è indebolito. Bisogna stare molto accorti alla propria libertà, o si mette in pericolo se stessi e gli altri. [...]
D- Che ne pensa del processo svedese a Pirate Bay?
R- Al di là del fatto che gli stessi giudici hanno relazioni con l’industria dell’entertainment, la questione legale è l’aspetto meno importante. Quella principale è la questione etica: condividere è giusto, crea i legami di una società. Attaccare la condivisione significa attaccare la società. Le persone devono essere libere di condividere in Rete. Quando i governi attaccano questi princìpi usano messaggi cruenti: pirateria, furto… Pirate Bay è una cosa buona, l’unica cosa che non ne condivido è il nome. Dovremmo non usare quel termine che significa attaccare navi o depredare villaggi. La condivisione è invece un bene per l’umanità e chi condivide contenuti e saperi non è un "ladro" o un pirata. [...]
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