Russia e Cuba unite contro Microsoft per favorire l’open source


In quest’ultimo periodi si sente spesso parlare di open source e di iniziative da parte dei governi  mirate alla diffusione di programmi liberi.
Tra questi, per esempio, citiamo la Germania, il Parlamento Europeo o il Brasile.
Di recente la Russia ha deciso di tagliare fuori Microsoft dalle scuole in favore dell’open source abilitando in tal modo tutti gli instituti che si occupano di istruzione ad abbandonare software proprietari.

A quanto pare la Russia ha deciso di andare oltre e di unirsi a Cuba per scrivere un software libero valido che possa essere utilizzato in alternativa ai prodotti Microsoft anche in altri settori.

Sembra proprio che entrambi i paesi desiderino introdurre i software open source anche all’interno degli organi governativi e delle istituzioni finanziarie.

Le ragioni di un tale cambiamento non sono ancora state espresse nei dettagli così come non si è ancora parlato di che tipi di programmi desiderano scrivere i due paesi.

Fatto sta che l’articolo è stato già divulgato, sia in Russia che a Cuba e pare proprio che è desiderio condiviso quello di "trovare un linguaggio comune", priorità strategica dovuta alla sovranità dei due paesi.

Campagna di divulgazione dell’open source, dunque, campagna segnata non solo da parole ma anche da fatti concreti.

 

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  • Una bella presa di posizione nei confronti di Microsoft... questi sono i passi che un giorno potrebbero valere un parziale passaggio a livello nazionale per quanto riguarda i due stati.
    A mio avviso bisognerebbe prendere spunto da queste iniziative... davvero lodevole.
  • Deckard
    Per me l'han fatto per questioni di sicurezza. Sai com'è, legare il proprio destino di stato ad un software straniero di cui non puoi controllare cosa c'è sotto il vestito, non mi sembra una buona idea.
    Ovviamente è solo una mia opinione personale.
  • Roby
    Si lodevole ma scusate, almeno allo stato attuale, da noi non credo che si verificherà mai una cosa del genere. Open...free...sono parole troppo preziose e al giorno d'oggi ci stanno costringendo a dimenticare. Scusate lo sfogo ma è così che la penso.
  • gigigno
    in Italia la politica, a prescindere dallo schieramento, è assolutamente impreparata-disinteressata all'argomento; si possono rilevare solo posizioni di singoli che non vengono accettate poichè "arabe" per i più.
    Basta ricordare il contributo di 3000 euro a testa che ciascun parlamentare a sfruttato per acquistare notebook con windows preinstallato: ce ne fosse uno che abbia sollevato il discorso-opzione del sistema operativo; oppure il finanziamento di 200 euro che viene dato ogni tanto per acquistare i pc, la prima volta, qualche anno fà, era considerato ovvio che il sistema operativo (obbligatorio) dovesse essere un microsoft.. ultimamente, hanno accettato che fosse anche linux... comunque sempre preinstallato, perchè nella testa degli italiani, prendere un pc senza s.o. vuol dire caricarci un windows pirata: manco presa in esame la presenza di s.o. alternativi gratis online... come se non esistessero.
    Ma se vi andate a leggere il testo della legge per il finanziamento suddetto c'è da farsi di quelle ghignate: ad esempio per dire che è possibile acquistare pc anche non completi (senza cdrom, p.e.), scrivono che è possibile prendere parzialmente il "sistema operativo", perchè secondo loro il sistema operativo è la macchina completa.... ignoranti buzzurri
  • gigigno
    dimenticavo gli insegnanti: quei cialtroni stipendiati per insegnare un'informatica di cui non sanno assolutamente nulla (ma anche quelli che insegnano altro, poichè sempre analfabeti sono), e di cui hanno ricevuto l'abilitazione ad-honorem: hanno l'orticaria se mostri loro openoffice per scrivere quelle 4 ca..te sgrammaticate che devono buttare giù, non parliamo di sistemi operativi alternativi: invece di essere loro a spingere per annullare i costi di software nelle scuole, sono i primi artefici di spese folli inutili, nonchè di pacchetti office pirata che girano all'impazzata.
    Altro che manifestare per i licenziamenti: che tengano a lavorare solo quelli che hanno VERAMENTE i requisiti di conoscenza lingue e informatica (se non sai le basi per usare un pc, sei analfabeta ergo non puoi insegnare niente a nessuno..; mi pare piuttosto elementare anche per i tre maestri che stanno guardando questo scritto: uno tiene sollevato il monitor,l'altro legge, il terzo prega che vista non prenda un virus proprio adesso..).
    In Italia il 90% degli statali e para è analfabeta da questo punto di vista, perchè? Perchè hanno il posto per grazia divina, e 10 anni di computer e internet in italia (faccio base il 1998 come inizio), evidentemente non sono sufficienti per far si che uno di quei bradipi impari ad usare una tastiera, mentre sono sufficienti a prendere due lauree per tutti gli altri..
    Scusate per lo sfogo, ma è così che la penso
  • Roby
    Scusa ma se ci tengono tanto a tenere il posticino a vecchi bacucchi che poverini, nn è manco colpa loro se non sanno usare il pc..sono persone d'altri tempi, e i giovani li tengono laureati, bravi e disoccupati, non è colpa di nessuno ma di un paese che fa veramente schifo. Non sono d'accordo quasi su mezza parola di quanto dici. Non abbiamo aule, non abbiamo mezzi, non ci danno soldi, quei pochi che ci danno ce li vogliono pure levare...a sto punto...te la posso fare una domanda io?? Ma dove lo fanno usare il computer perchè qua manco abbiamo i laboratori. E credimi a sto punto Linux...non risolve proprio niente perchè prima di un computer con Linux devono comprare il banco, la sedia e il gesso. La parola analfabeta mi pare un pò pesante perchè essere colto non significa essere solo in grado di usare un computer. Per quanto riguarda i 3 insegnanti..beh l'Italia è abituata a fare figure oscene di fronte a tutto il mondo, mandare a casa tutta questa gente che ha famiglia da sfamare è effettivamente una buona idea. Ti ricordo che un tempo bastava fare 4 anni di scuola superiore x essere maestro..si sono inventati una laurea per abilitare insegnanti alle elementari e dopo tutto ciò li vogliono spedire a chiedere l'elemosina sotto un ponte. Scusami ma mi viene da dirti tante altre cose ma non mi sembra la sede adatta, ti dico solo di informarti bene, io sono dentro questo ambiente e ne so abbastanza. Spero che gli italiani aprano gli occhi, solo questo.
  • Roby
    E comunque ci tengo a sottolineare che questo è interesse COMUNE di tutto l'intero paese, qui non ci deve essere orientamento politico perchè destra, sinistra, centro e così via, siamo tutti interessati alla questione. Stiamo parlando di un paese alla deriva. Detto ciò, chiudo e preferisco tornare alla nostra pulita e pacifica comunità che per fortuna si occupa di tutt'altro.
  • Deckard
    In Italia i politici sanno benissimo cosa è l'open source e cosa è il software privato. Se continuano ad incentivare il privato un motivo c'è. L'idea che quelli sopra son stolti e non capiscono, a mio parere e per quel che vale, serve solo a incanalare il malcontento su un binario morto. Se chi è in basso rimane sempre in basso e chi è sopra rimane sempre sopra, non è difficile capire chi è il fesso della situazione. Che poi quelli furbi sian furbi in senso assoluto non lo credo, visto che ogni giorno segano la pianta su cui son seduti.
    Per gli insegnanti stendiamo pure un velo pietoso sulla categoria, ogni difesa credo sia vana: uno su mille ce la fa...
  • Deckard
    Onestamente, saran pure persona d'altri tempi, ma non ci credo che la loro laurea sia così putrefatta da non permettergli di imparare ad usare il computer in tempi ragionevoli. Fare di ogni erba un fascio è sbagliato, ma visti i risultati degli studenti italiani in materie fondamentali, qualcosa anche negli insegnanti che non va c'è. Vai su yahoo answer per vedere quanti strafalcioni scrivono i ragazzini. Cosa han fanno i loro insegnanti di italiano a scuola. Questo non è per difendere il decreto Gelmini che è per molti tratti, a mio giudizio, immondo.
  • gigigno
    io ho premesso che le mie considerazioni non parteggiano per nessuno schieramento politico, la situazione si è creata, sono i residui delle scellerate pachidermiche strutture statali: quelli di 50 60 anni se la ridono, ma la catena di sant'Antonio è finita, ci presenta il conto; i simpatici figli dei fiori ci lasciano il debito più incredibile dei paesi occidentali, e senza aver lavorato una mazza, hanno pensioni d'oro, maturate su livelli di stipendio mai raggiunti, magari lo scatto automatico dell'ultimo mese, nel quale non si son presentati in uffico per le ferie arretrate, dovute a un sapientissimo uso dei giorni di malattia... e noi paghiamo.. la dicitura "analfabeti" vuole essere tecnica, non dispregiativa: vuol dire semplicemente non avere un bagaglio di base minimo e non è compatibile con la figura dell'insegnante. Tu credi che dalle altre parti del mondo sia previsto il "non aggiornamento" come da noi? I vecchi come i giovani imparano quello che c'è da imparare. Io il primo pc l'ho avuto in casa nel 1984, erano i tempi dell'olivetti di Debenedetti, che vendeva a Stato e scuole macchine da scrivere a peso d'oro, e successivamente, PC. Forse non lo sai, ma allora moltissime scuole superiori avevano i loro bravi pc e laboratori (mai aperti, mai utilizzati dagli studenti). Quando andai al liceo, vidi la sala computer, era grossa quanto la palestra e c'erano una 40ina di computer (olivetti) perfettamente funzionanti e nuovi di pacca. In 5 anni nessuno della mia generazione c'ha messo piede, dopo 10 anni c'è andata mia sorella, e per 5 anni non c'ha messo piede neppure lei (oh per la cronaca nel frattempo hanno inventato la materia "informatica" per dare un po' di lavoro ai babbuini). Non vedo per niente poverino uno che trova un posto di lavoro che non serve e si sistema alle spalle degli altri: non ci sono più le risorse? Per forza devono pagare un monte di stipendi inutili, vorrai mica pagare anche le strutture (che avevano e hanno lasciato marcire). Dove sta scritto che devi metterti in graduatoria per avere un posto dietro 100.000 persone? Perchè devi avere quel posto, vai a fare altro, come tutti gli altri. Hai fatto 2 anni in più dopo la laurea, per avere un posto sicuro? Hai fatto una scommessa sbagliata. Troppa gente in Italia non si sbatte e vuole percorsi puliti per posti comodi, lavori che comunque sono privilegiati, molto privilegiati rispetto ad altri. e una volta che sei seduto, guai ad aggiornarti, a stare dietro ai tempi, non è compito tuo.
    Hanno voluto istituire centinaia di corsi di laurea inutili, per dare cattedre, hanno voluto mettere 3 maestri dove ne bastava uno, per soddisfare clientele, e lo stesso hanno avuto abilitare fantomatici precari che aspettano la cattedra fino a 50 anni, pur di non trovarsi un lavoro vero ..adesso nessuno si lamenti che mancano le risorse.
    E poi che la piantino di fare le vittime i professori, che a scuola ci siamo andati tutti: 3 ore di lezione e una di supplenza a leggere il giornale, 3 mesi a casa d'estate, cosa vuoi di più dalla vita? Un lucano?
  • Roby
    I professori sono tenuti ad aggiornarsi (per legge) ogni tot, gli aggiornamenti li fanno e sono certa che se gli venissero forniti i mezzi sarebbero ben lieti di fare quello che possono. Certo non tutti, per carità. In ogni caso qui sapere usare il computer o meno..scusate ma non ha nulla a che vedere con la distruzione della Gelmini. Non me la sento di parlare di riforma dato che la signora si sta solo occupando di fare tagli, di chiudere le frontiere da regione a regione, di confinare i figli degli immigrati in classi diverse, di rendere le università "fondazioni"..bella parola che implica il mantenimento delle stesse da parte di aziende che finanziano e che desiderano investire e tutto questo, chiaro, sempre a livello regionale. Un'azienda della regione Lombardia non potrà, per esempio, investire su una università siciliana e così via. Il sud sempre più emarginato perchè alla fine qui aziende non ne abbiamo, chi investe sulla nostra università? E la facoltà di lettere? Vogliamo sputare alla cultura? Sapere usare il computer è certo cultura ma anche studiare la filosofia, il latino e la letteratura è cultura. Io studio lingue e so usare il computer, sono laureata e in via di specializzazione ma dopo quasi 50 esami voluti da una precedente riforma che è stata un fiasco, mi si propone di raccogliere patate perchè se passa la "distruzione Gelmini" io non potrò fare concorsi nel resto di Italia. Ma vi rendete conto di cosa significa? In più di 60 anni dopo la fine della 2 guerra mondiale nessuno si è mai permesso di mettere in discussione diritti imprescindibili quali la mobilità all'interno di una NAZIONE. Non ho mai visto un laboratorio di lingue che per altro sarebbe fondamentale per noi studenti di lingue e mi venite a parlare di prof che non sanno usare il computer? Dovrebbero portarli loro da casa i computer? Certo con l'introduzione di 3 maestri alle elementari si è abbassato notevolmente il livello culturale dei bambini italiani, è vero, io stessa ho fatto lezioni e c'è da mettersi le mani nei capelli. Tuttavia, dopo aver formato chissà quanti insegnanti di scuola elementare con una laurea che permette loro solo di fare questo lavoro, non è possibile fare tutti questi tagli. La Gelmini rivisiti i programmi ministeriali, rivisiti il numero di ore e la distribuzione, si metta a lavoro SERIAMENTE e permetta agli insegnanti di svolgere il loro lavoro anzichè continuare a sabotarli. Qui si tagliano i ponti alla sanità, all'istruzione e si continuano a pagare tasse per parrucchini e per ECCESSO di numero di reti televisive private...riflettiamo bene e sosteniamo chi rischia di perdere il pane e tutti i giovani validi che vorrebbero lavorare ma che non hanno la possibilità di farlo grazie a chi ha un botto di soldi e di questi problemi non ne ha.
  • gigigno
    A me non interessa la riforma della Gelmini, i tagli in italia sono anche troppo blandi dal mio punto di vista: tu parli di tagli potenziali, ma sbagli: sei tu che non devi sperare in un posto di lavoro che non ci sarà più, ma trovartene un altro. Il singolo che si mette in una graduatoria deve smettre di pensare che ha diritto a quel lavoro, ma trovarsene un altro: non si può mantenere tutta quella gente, è questo il diritto di tutta la nazione: basta pagare lavori inutili; basta impiegati statali con privilegi che gli altri non hanno; gli insegnanti sono troppi. punto. E' finita la festa. Io ho una laurea in filosofia, ma mica vado ad ingrassare le fila perchè ho il diritto al lavoro di stato... E poi basta 100000 studenti di lettere, ma a cosa servono???
    Il computer è solo un esempio di quanto siano incapaci gli statali: in 15 anni non hanno imparato ad usare un elettrodomestico che richiede una applicazione di qualche mese.. Ma io ho tanti di quegli aneddoti di professori, impiegati o dirigenti di uffici comunali o provinciali che potrei scrivere un libro, altro che Fantozzi ( le poste signori, le poste sono meglio di Zelig). Sono persone che umanamente posso comprendere, ma razionalmente non posso rispettare: troppo gli è dato, nulla danno e moltissimo pensano sia loro dovuto.
    Hanno problemi, pazienza, molti in più li hanno le persone per bene; i giovani poi che vogliono per forza fare gli insegnanti, beh, se è proprio una vocazione fatelo, ma soffrite in silenzio.
    Per quanto riguarda la mobilità all'interno della nazione sono d'accordo, anche se qui (io vivo abbastanza al nord), il 95% dei militari era del sud, il 75% degli statali è del sud, idem degli insegnanti... e noi? A lavorare! Perchè loro poverini ne hanno diritto...
  • Roby
    Statistiche: la maggior parte dei laureati in Italia proviene dal sud.
    Motivo: il sud purtroppo in certe cose è sempre stato più arretrato rispetto al nord, noi non abbiamo aziende, il settore terziario come dicevo è saturo e non ci sono molte alternative. Si può scegliere di fare i commessi per 8 ore al giorno (se non di +) per 400 euro. Si ottimo, ci campi 5 figli!
    Mobilità: Verissimo, militari, statali, tutti al nord ma a voi non hanno mai tolto nulla tranne che, diciamoci la verità, a molti i "terroni" danno fastidio. Se un cassiere al supermercato guadagna quanto un vigile del fuoco, perchè mettere a rischio la propria vita, fare un concorso? Questo è il motivo per cui nella maggior parte dei casi i posti statali li occupano i siciliani perchè non hanno molte scelte e forse è l'unico modo per sperare di ritornare un giorno a casa.
    Insegnanti: c'è molta carenza al nord di insegnanti, è per questo che spesso vengono su quelli del sud, si liberano posti e piuttosto che lasciarli vacanti si danno a chi è disoccupato.
    Studenti di Lettere: ognuno fa quello che gli pare e che gli piace.
    SISSIS: erano i primi loro a goderci perchè era una cosa a pagamento. Bandivano i concorsi ed evitavano tutto questo sperpero e perdita di tempo inutile.
    Tagli blandi: dovrebbero cominciare a farseli da soli i tagli piuttosto che continuare a tassare chi non arriva manco a fine mese. Tagli blandi nel momento in cui vanno a toccare le cose + importanti non mi pare proprio. Tutti questi senatori, impiegati regionali, politici che guadagnano chissà quanto, quelli si che sono sperperi.
    Soffrire in silenzio: NON SIA MAI LIBERTà DI PAROLA, DI PENSIERO, DI AZIONE...soffrire in silenzio non esiste.
    POVERINI...beh poverini si ma per altre ragioni che evito di elencare.
    E comunque qua l'università, la laurea ce la sudiamo, provare per credere. Non ci regala niente nessuno e professori ignoranti o incapaci su tutti quelli che ho avuto PERSONALMENTE ne ho incontrati pochi...non so da te.
  • gigigno
    io dico solo che il posto pubblico non è un diritto, ma un privilegio, e che l'arretratezza totale dell'insegnamento dell'informatica (anche quando e dove c'erano i mezzi e le abilitazioni teoriche), e soprattutto dell'impreparazione in tale campo del corpo docente può iscriversi solo ed esclusivamente ad un difetto personale del singolo, che tale insegnamento non si è mai sognato di darlo o di riceverlo. E questo è un fatto, storico, accertato e documentato, tutto il resto sono chiacchiere.
  • Deckard
    Sembra una guerra fra poveri...

    Secondo me, se non partite dal presupposto che è la classe dirigente espressa dal territorio che ha fregato e continua a fregare il territorio stesso da dove proviene, non ne venite più a capo. Una volta ero come voi, onestamente non lo sono più. Ho imparato a guardare cosa fanno i politici del territorio da dove provengo (Milano), ho cercato di capire, soprattutto leggendo, e onestamente le mie energie per puntare il dito contro gli altri non le butto più. Poi fate come volete.
  • Eravamo partiti dalla Russia e Cuba e ci ritroviamo leggermente off-topic.. vabbè fa nulla dico anche io la mia che tende ad allinearsi a quella che è l'opinione espressa da Deckard. Il problema secondo me è/era e forse continuerà ad essere alla base, alla radice in questo caso ai vertici della nostra società.
  • gigigno
    le mie sono solo opinioni, spero nessun se la sia presa, comunque credo che l'adozione di software open sia una di quelle cose che possa essere spinta dal basso, e non per forza ricevuta dall'alto: i laboratori delle università di tutto il mondo adottano linux, in prevalenza o accanto a windows, perchè hanno maggiore cultura informatica, cultura che non viene dall'alto, ma dipende dalla scelta del singolo.. Invece i laboratori italiani hanno solo e soltanto windows, e i nostri ricercatori, spesso, non sanno usare manco quello... sarà mica colpa dei politici anche questo?
  • Deckard
    @Gigino

    Non preoccuparti, discutere fa sempre bene, al massimo si può crescere.
    Ciao.

    Alberto
  • Roby
    Concordo pienamente, è giusto che ognuno dica la sua in tranquillità!
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