Russia e open source: Red Hat e l’associazione di sviluppatori di Fedora


Poche settimane fa era giunta un’interessante notizia da parte della Russia, la quale appunto aveva fatto trapelare la sua intenzione di sviluppare un proprio sistema operativo open source e Linux-based.
La Russia dunque ha deciso di sviluppare una distribuzione Linux propria per eliminare definitivamente qualsiasi tipo di dipendenza da Windows.

Ricordiamo che già qualche tempo fa avevamo discusso sull’avversione della Russia nei confronti di Microsoft al punto da allearsi con Cuba in favore dell’open source.

La storia continua e le notizie dalla Federazione russa continuano a proliferare e oggi sono giunte novità importanti che riguardano l’impegno di questo stato con l’open source.

La Russia, infatti, è diventata uno dei paesi, insieme a Stati Uniti e l’India, che partecipano attivamente con lo scopo di sviluppare ed implementare progetti di successo riguardanti Linux ed in particolare Red Hat.

Ormai da un pò di tempo, lo sviluppo di software open source in Russia è una delle linee guida più importanti per Schegolev Igor, il capo del ministero delle Tecnologie dell’Informazione e delle Comunicazioni della Federazione russa.

Il 5 febbraio 2009 Igor Schegolev, si è incontrato con Werner Knoblich, vice presidente di Red Hat  per l’EMEA, presso il Ministero delle Tecnologie dell’Informazione e delle Comunicazioni della Federazione Russa, e con altri leaders.

Durante lo svolgimento del meeting sono state discusse numerose questioni riguardanti lo sviluppo del mercato dell’open source e l’uso di software libero con i sistemi esistenti.

Il Ministro ha deciso dunque di sostenere e di appoggiare in ogni modo l’iniziativa intrapresa da Red Hat per la creazione di  un’associazione russa di sviluppatori della distribuzione GNU/Linux Fedora.

Grazie alla creazione di questa associazione, la Russia è diventata, insieme a Stati Uniti e India, uno dei paesi contribuenti allo sviluppo e al successo di Linux ed nel caso specifico di Red Hat.

Lo sviluppo del software procede con una tale rapidità  che sarebbe impossibile prendere un prodotto open source estero, compilarlo da capo e conferirgli il nome di "Windows russo " in quanto risulterebbe immediatamente obsoleto per motivi di tempi esageratamente lunghi.

"L’iniziativa che ha dato vita alla formazione di una associazione russa di sviluppatori di Fedora che hanno la possibilità di lavorare in Russia, rappresenta certamente la base per la creazione di un sistema operativo nazionale ", afferma il ministro." Riteniamo che gli specialisti russi ci permettono non solo di costruire ma anche di sviluppare il codice ", dice Igor Schegolev.

"E’ necessario porre attenzione ai sistemi di gestione di database, portali e sistemi e-mail basati su software open source, evitando che l’uso pratico di tali software rusulti troppo ristretto", continua Schegolev.

A tal fine il Ministero è già pronto e preparato per sostenere il lavoro di stretta collaborazione con Red Hat. Sarebbe inoltre opportuno prendere in considerazione la creazione di una risorsa di informazioni al fine di raccogliere le "migliori pratiche" in uso e l’adozione di software open source.

Prohaska Milano, direttore del VDEL che si occupa della Russia e dell’Europa orientale, ha partecipato alla riunione decisiva ed in seguito ha dichiarato: ‘Noi crediamo che la creazione di un centro di competenza delle migliori pratiche rappresenti il  passo più logico successivo per una più ampia adozione di software open source in Russia ".

"Sia Red Hat e VDEL, organizzatori di progetti Fedora in Russia, forniranno questo centro attraverso il sostegno  sia finanziario che tecnologico".

Staremo a vedere che cosa succede, attendiamo fiduciosi.

Fonte dell’articolo.

 

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  1. #1 by Deckard on 12 febbraio 2009

    Ora dovrebbe svegliarsi anche l’Europa!

  2. #2 by Criss on 12 febbraio 2009

    Si specialmente in italia, siamo la nazione più ignorante in europa per l’informatica! Fortunamente qualche scuola e università ha già sistemi linux, il problema è che la maggior parte no e se qualcuno lo ha è sempre e comunque in dual-boot con windows e quindi si devono comunque pagare le licenze, si potrebbero risparmiare un bel pò di soldini con software open source o almeno free, invece di tagliare a casaccio.

  3. #3 by John Thomas on 1 marzo 2009

    Keep working ,great job!

  4. #4 by David Rogers on 1 marzo 2009

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  5. #5 by Roby on 1 marzo 2009

    @ John Thomas & David Rogers
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