Visto e considerato che, installando il driver madwifi, abbiamo ora accesso alla rete provvediamo a ottimizzare i cicli di scrittura sulla SSD.
Come ben sappiamo, i dischi allo stato solido garantiscono una maggior velocità in fase di lettura/scrittura, sono maggiormente resistenti agli urti e riducono notevolmente il fattore Rumore.
Queste caratteristiche sono sicuramente favorevoli ma, come nella maggior parte dei casi, presenta anche degli svantaggi tra i quali spicca sicuramente la sua minor durata se paragonato a un normale disco a testine.
Proprio per questo, dopo aver installato openSUSE 11.0 sul netbook, dovremo provvedere a ottimizzare i cicli di scrittura proprio per allungare la vita dell’SSD.
Innanzitutto occorre editare il file /etc/sysctl.conf.
Visto e considerato che la versione 4.0.4 di KDE di cui è corredata openSUSE 11.0 presenta alcuni problemi non è possibile editare il file per mezzo della console ragion per cui occorre procedere, per tutti i files che elencherò nell’articolo, nel seguente modo:
Avviare Konqueror con i privilegi di amministratore: menuK –> Applications –> System –> File Manager –> File Manager - Super User Mode. Ricercare il file desiderato (in questo caso /etc/sysctl.conf) navigando le directory del filesystem, selezionare il file e premere su di esso il tasto destro del mouse –> Open with –> Kwrite.
A questo punto, per quanto riguarda il file /etc/sysctl.conf, aggiungere la seguente riga:
vm.dirty_writeback_centisecs = 15000
Salvare il file.
Se abbiamo intenzione di utilizzare KpowerSaved, che per il risparmio energetico è consigliato, occorre apportare delle modifiche al file /etc/powersave/event. E’ necessario intervenire su tale file affinchè l’applicazione eviti di sovrascrivere le modifiche.
Tramite Konqueror, editare con Kwrite il file /etc/powersave/events e ricercare le seguenti righe:
- EVENT_ACADAPTER_ONLINE
- EVENT_ACADAPTER_OFFLINE
Generalmente le due stringhe sono settate su "ignore". Sostiutuire la voce "ignore" in ambedue le stringhe con il seguente valore:
vm.dirty_writeback_centisecs = 15000
Nel caso EVENT_ACADAPTER_ONLINE e EVENT_ACADAPTER_OFFLINE fossero associati a un valore diverso da "Ignore", occorre aggiungere alla fine del file la riga citata precedentemente ovvero:
vm.dirty_writeback_centisecs = 15000
Salvare il file.
Per mezzo di Konqueror spostarsi in /usr/lib/powersave/scripts/, cliccare in un punto vuoto della finestra del File Manager –> Create New –> Text File. Ci verrà chiesto il nome da attribuire al file; nominarlo come segue: set_dirty_writeback
Editare come in precedenza il file appena creato e inserire al suo interno le seguenti righe:
#!/bin/bash # # load helper functions . ${0%/*}/helper_functions # set vm parameter to required value sleep 3 $LOGGER "set dirty_writeback_centisecs to 15000" echo 15000 > /proc/sys/vm/dirty_writeback_centisecs # exit in the required manner $SCRIPT_RETURN $EV_ID 0 "set_dirty_writeback complete" EXIT 0
Salvare il file.
Aprire una console, loggarsi da root e digitare il seguente comando:
chmod +x /usr/lib/powersave/scripts/set_dirty_writeback
Per ridurre ulteriormente gli accessi al disco (SSD) occorre montare la directory /tmp in tmpfs. Facendo ciò metteremo il sistema nelle condizioni di salvare i files temporanei in memoria. Avremo quindi un ulteriore aumento delle prestazioni per quanto riguarda la lettura/scrittura dei files, un minor utilizzo dell’SSD ma occorre ricordare che tali files (temporanei) andranno persi a ogni riavvio (reboot).
Aprire il file /etc/fstab e aggiungere al suo interno le seguenti righe:
tmpfs /tmp tmpfs defaults 0 0 tmpfs /var/tmp tmpfs defaults 0 0 tmpfs /var/lock tmpfs defaults 0 0
E’ consigliabile montare in tmpfs anche le directory /var/log e /var/run aggiungendo ulteriori righe al file:
tmpfs /var/log tmpfs defaults,size=128m 0 0 tmpfs /var/run tmpfs defaults,size=128m 0 0
Per modificare la dimensione massima dei dati contenuti da tali punti di mount occorre intervenire sul parametro size=128m che da un valore massimo di 128mb.
Se nelle nostre intenzioni non rientra la volontà di utilizzare /var/spool/postfix come un reale MTA aggiungere la seguente riga:
tmpfs /var/spool/postfix tmpfs defaults 0 0
Salvare il file.
Come ultimo step, per recuperare qualche frammento di spazio nel filesystem operare come segue: aprire una console, loggarsi da root e impartire il comando:
tune2fs -m2 /dev/sdaX
SdaX corrisponde alla partizione e sarà quindi da adattare alle proprie esigenze.
Utilizzando i suggerimenti indicati in questo articolo daremo un pò di sollievo alla nostra SSD che di conseguenza avrà vita più lunga.













