L’attività di trasferimento file fra personal computer è un fatto frequente.
In alcuni casi si ripongono i dati in una cartella condivisa, in altri si utilizza il protocollo ftp per depositarli in cartelle configurate appositamente sul server messo in piedi per lo scopo.
Nella maggior parte dei casi, i due metodi precedenti sono già uno strumento ben all’altezza della situazione, ma quando si deve trasferire qualcosa in uno specifico punto della struttura del file system di un host remoto, non gestibile in locale dall’utente, il discorso cambia.
Analizziamo in questo articolo un esempio che servirà a capire come procedere per trasferire un file dal pc locale, ad una cartella specifica di una macchina remota.
Parleremo di protocollo SSH (Secure shell) il quale permette di stabilire su un PC, una sessione con un host remoto. Il client SSH ha un’interfaccia simile a quella di telnet ma in questo caso l’intera trasmissione avviene in modalità cifrata.
In OpenSUSE esiste il pacchetto OpenSSH (server SSH) che dobbiamo assicurarci sia in esecuzione sulla macchina remota. Il servizio si chiama sshd e possiamo vedere se è attivo con il comando "chkconfig".
Nel caso non lo fosse, avviamolo dal pannello di Yast o da shell con il comando:
sh /etc/init.d/sshd start
Ammettiamo di voler trasferire il file testuale "tomcat" dal nostro PC1 ad un’altro PC2 presente in LAN con IP 192.168.10.50 (OpenSUSE installato) precisamente nella cartella /etc/init.d. La prima cosa da fare è andare nella cartella condivisa dal PC 192.168.10.50 ed inserire all’interno il file "tomcat".
A trasferimento avvenuto si pone il problema di copiare/spostare "tomcat" nella cartella giusta; ci viene in aiuto il protocollo SSH. La cosa da fare è scaricare il programma PuTTY sul PC1 con il seguente link:
oppure, se il PC1 è una macchina windows:
http://the.earth.li/~sgtatham/putty/latest/x86/putty.exe
PuTTY è un client Telnet ed SSH e la sua utilità non è confinata solamente a quanto discusso in questo articolo. Se lanciato, proporrà una finestra in cui inserire il nome o l’IP dell’host a cui connettersi. Inseriamo "192.168.10.50" e premiamo invio; si aprirà una finestra shell. Da questo momento dobbiamo considerarci operatori della macchina remota; infatti effettuando il login come superuser (root) avremo possibilità di operare pari a quelle che si avrebbeo aprendo direttamente una shell in locale sul PC2. Ammettiamo che la cartella condivisa da quest’ultimo sia /store/appoggio (ove avevamo messo il file "tomcat").

Digitiamo:
cp /store/appoggio/tomcat /etc/init.d
Il gioco è fatto !
Ci sono anche dei metodi più diretti di quello descritto ma ne parleremo in un prossimo articolo.











