Cosa dobbiamo aspettarci dal filesystem Ext4


Il file system Ext4, che prende vita agli inizi di Ottobre per mano di Andrew Morton, non è altro che un miglioramento del suo predecessore (Ext3).
Lavorando proprio sui punti definiti deboli di Ext3, lo sviluppatore citato precedentemente, è riuscito a migliorarlo notevolmente; implementazioni che si notano in termini di velocità e di frammentazione.
Il file system Ext4 è retrocompatibile questo significa che un dispositivo che utilizza Ext3 come file system può essere tranquillamente montato come Ext4. Questo è un vero e proprio vantaggio che non può che allietare il passaggio dall’uno all’altro in quanto sarà ancora possibile (grazie all’utilizzo di ext4dev) gestire Ext3.

Anche l’operazione contraria è supportata in quanto esiste la possibilità di montare un filesystem ext4 come se fosse Ext3 tanto per intenderci con il classico comando addetto al mount di partizioni.

Questa ultima regola perde il suo valore se la partizione Ext4 utlizza gli extent. Il supporto agli extent è un’introduzione inclusa  nel nuovo file system ext4 che in termini pratici permette, secondo una particolare tecnica, di ridurre i tempi di lettura e di frammentare in maniera ancor più sensibile il file system.

In pratica svolge le operazioni di scrittura secondo questa modalità:  Ext4 si prende il lusso di allocare con anticipo lo spazio su disco riservato al file o ai files in oggetto. Questo significa che il file verrà scritto anticipatamente con la conseguente creazione (ove ne esiste la possibilità) di blocchi contigui. Tutto ciò influirà sui tempi di accesso e su quelli di deframmentazione che saranno ridotti all’osso. Tanto per citare un esempio i più comuni file system simulavano questa operazione: allocavano in uno spazio vuoto del disco, prima che il file fosse scritto, una serie di 0 (zero) che sarebbero stati utilizzati nel caso in cui il file avesse richiesto tale spazio.

Anche per quanto riguarda l’allocazione ci sono novità in quanto ext4 adotta un sistema di allocazione ritardata: il file oggetto di modifica, viene salvato in memoria per essere poi definitivamente salvato in quei momenti in cui il Pc risulta inattivo. Sicuramente un’ottima trovata che da una parte riduce i tempi di scrittura (il processo sfrutta i momenti morti della macchina) ma che dall’altra potrebbe rivelarsi potenzialmente dannosa in seguito all’improvvisa mancanza di corrente.

Ext4 rimuove/accresce definitivamente il limite di 32000 directory grazie al sistema di indicizzazione Htree.

Non sarà necessario smontare il volume nel caso si vogli adeframmentare il file system.

Ext4 supporta volumi di grandezza pari a 1024 Pib; qualcosa come 1024 x 1.000.000 GB.

E’ bene ricordare che tale filesystem è presente nel kernel linux dalla versione 2.6.19. (Novembre 2006)

SI vocifera che Ext4 sarà adottato (anche in campo aziendale) agli inizi del 2009.

 

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  • Andrea
    bene cosi ad occhio sembra molto meglio di Ext3, che a torto o ragione non mi ha mai soddisfatto, preferendo XFS.
    Però da quanto riferito anche in fase di test di Opensuse11.1 che con XFS in "/" o comunque in "/boot" (nella beta1) dava seri problemi, ovvero a volte si bloccava mandando all'aria l'installazione, gli sviluppatori risposero a grosse linee che XFS non vien più mantenuto e mi pare che ora sulle betaX chi scegliesse XFS in "/" o "/boot" se non erro compare un messaggio di avviso di potenziale pericolo.
    Tutto questo discorso per dire benvenuto Ext4 (anche se non so se su Opensuse11.1 sarà già di serie vedremo la beta3 che dice) che come penso potrà non farci rimpiangere il buon vecchio XFS!
  • Io lo vedo molto bene. Non mi convince solo il metodo di scrittura file in particolare il metodo denominato "allocazione ritardata" per il richio di perdere definitivamente i file su sui si sta lavorando.
    Per il resto penso, per lo meno da quello che promette, un ottimo fie system.
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