Purtroppo, come tutti abbiamo avuto modo di constatare, il periodo che stiamo vivendo è contrassegnato da una grave crisi finanziaria che sembra più pesante del previsto.
Secondo gli esperti la situazione attuale è perfettamente descrivibile secondo un’inarrestabile effetto a catena che potrebbe portare a una svalutazione ancora maggiore del dollaro che a sua volta porterebbe intere comunità (europa compresa) alla scongiurata crisi totale.
Ora non vogliamo occuparci di quella che è la situazione finanziaria mondiale ma, forse per sdrammatizzare ci concentreremo su quelli che potrebbero essere i riscontri nel mondo open source. Abbiamo avuto modo toccare con mano, a suon di statistiche, quanto il nostro pinguino negli ultimi mesi abbia recuperato posizioni e come pian piano si stia affermando nella società.
Le cause di ciò sono sicuramente legate alla validità del sistema operativo, all’affidabilità che lo contraddistingue ma, a mio avviso anche dal fatto che in ogni caso, permette alle aziende e a qualsiasi organizzazione che decide di adottarlo di avere un rientro economico degno di considerazione.
Basti pensare che il software open source, e la meravigliosa filosofia che lo accompagna, nella stragrande maggioranza dei casi non richiede l’acquisto di costosissime licenze. Se aggiungiamo anche la validità di molti software utilizzabili su piattaforme GNU/Linux oggi come oggi in molte circostanze diventa forse sistematica l’adozione del pinguino nel proprio ambito lavorativo.
Forse, anche per questo motivo, molte case produttrici di hardware cominciano a prendere seriamente in considerazione questo sistema operativo fornendo assistenza e driver.
Naturalmente come tutti sono portato a sperare che la situazione riprenda il giusto equilibrio ma voglio porvi un quesito: a vostro avviso GNU/Linux e l’open source potrebbero trarre vantaggio affermandosi maggiormente?












