Qualche tempo fa, per esigenza, mi sono cimentato a preparare una Pen Drive USB che in seguito ho utilizzato per installare openSUSE 11.0 sull’Asus Eee Pc.
Per fare ciò "mi sono leggermente complicato la vita" cercando di svolgere il procedimento interamente per mezzo della console.
Sembrerà banale ma utilizzare la linea di comando arricchisce il nostro bagaglio di conoscienze eliminando una buona percentuale di disagi sopratutto nel momento in cui il server X , per qualche fatalità, non ne vuole sapere di avviarsi.
Innanzitutto è bene ricordare che in seguito a una formattazione o all’alterazione della tabella delle partizioni tutti i dati contenuti nell’hard disk in oggetto andranno persi. In quello che andrò ad esporre utilizzerò per i vari esempi una Pen Drive USB.
Il primo elemento indispensabile da conoscere è il device, al quale appartiene il dispositivo su cui abbiamo intenzione di operare. Per fare ciò occorre inserire la Pen Drive nell’apposita porta, aprire una console, loggarsi da root per ottenere i privilegi di amministratore e digitare questo comando:
fdisk -lLa parte di output che interessa la Pen Drive in mio possesso (che al momento non contiene partizioni) corrisponde a questo:
Disco /dev/sdc: 4039 MB, 4039114752 byte 125 heads, 62 sectors/track, 1017 cylinders Units = cilindri of 7750 * 512 = 3968000 bytes Disk identifier: 0x3573ae4e Dispositivo Boot Start End Blocks Id System
Rilevare il device non è una cosa poi tanto complicata in quanto il comando ci restituisce molte informazioni relative ai dispositivi di immagazzinamento dati comprendendo tutte quelle periferiche che in quel momento sono parte della nostra macchina.
Si può tranquillamente fare riferimento alla dimensione del volume ricercato per individuare la nuova periferica, oppure andando per esclusione se si conosce la configurazione della macchina.
Nel mio caso come si può ben notare dall’output del comando fdisk -l la penna usb corrisponde al device /dev/sdc.
Creare una partizione primaria
Visto e considerato che il dispositivo non contiene nè partizioni nè filesystem occorre creare una partizione.
Il primo passaggio è quello di smontare la periferica da trattare: aprire una console, acquisire i privilegi di amministrazione e impartire questo comando:
umount /dev/sdc
Per creare la partizione digitare:
fdisk /dev/sdc
A questo punto dovremo guidare fdisk alla creazione della partizione: premere "n" seguito da "Invio". L’output successivo ci chiederà la tipologia di partizione (estesa o primaria):
Azione comando
e estesa
p partizione primaria (1-4)Premere "p" e confermare la scelta con "Invio".
E’ tempo di assegnare un numero alla partizione:
Numero della partizione (1-4):
Premere "1" seguito da "Invio".
Lo step successivo ci interroga sulla posizione da assegnare al primo cilindro:
Primo cilindro (1-1017, predefinito 1)
In questo caso confermare l’impostazione di default (1) premendo "Invio". Fatto ciò dovremo assegnare alla partizione quella che in definitiva risulta essere la dimensione (ultimo cilindro):
Ultimo cilindro o +size o +sizeM o +sizeK (1-1017, predefinito 1017):
Visto e considerato che lo scopo di questo articolo è quello di creare una partizione bootabile con filesystem FAT32 utilizzeremo tutto lo spazio possibile premendo "Invio".
Non ci resta che confermare le nostre scelte incaricando fdisk alla scrittura della partizione indicata. Premere "w".
Dopo aver eseguito il procedimento indicato precedentemente, impartendo il comando fdisk -l /dev/sdc, per quanto riguarda la periferica USB otterremo un’output simile a questo:
Disco /dev/sdc: 4039 MB, 4039114752 byte 125 heads, 62 sectors/track, 1017 cylinders Units = cilindri of 7750 * 512 = 3968000 bytes Disk identifier: 0x3573ae4e Dispositivo Boot Start End Blocks Id System /dev/sdc1 1 1017 3940844 83 Linux
Cambiare il filesystem e rendere la partizione bootabile
Dopo aver creato la partizione è necessario cambiare la tipoligia di filesystem. Per ottenere una partizione con filesystem FAT32, dopo esserci accertati che il dispositivo sia smontato digitare:
fdisk /dev/sdc
Premere "t" seguito da "Invio". Successivamente, quando ci verrà richiesta la tipologia del codice esadecimale premere "c" e confermare la scelta con "Invio". Per confermare le modifiche apportate premere "w" seguito da "Invio".
Digitando ora fdisk -l /dev/sdc potremo notare che il filesystem dell’unica partizione presente nel dispositivo è di tipo FAT32:
Disco /dev/sdc: 4039 MB, 4039114752 byte 125 heads, 62 sectors/track, 1017 cylinders Units = cilindri of 7750 * 512 = 3968000 bytes Disk identifier: 0x3573ae4e Dispositivo Boot Start End Blocks Id System /dev/sdc1 1 1017 3940844 c W95 FAT32 (LBA)
L’ultima operazione consiste nel rendere bootabile la partizione; da console digitare:
fdisk /dev/sdc
Premere "a" (Invio), selezionare il numero della partizione da rendere bootabile (nel nostro caso 1) e confermare il tutto premendo "w"(Invio).
Non ci resta che controllare quali modifiche ha apportato questa ultima operazione all’output:
fdisk -l /dev/sdc
output:
Disco /dev/sdc: 4039 MB, 4039114752 byte 125 heads, 62 sectors/track, 1017 cylinders Units = cilindri of 7750 * 512 = 3968000 bytes Disk identifier: 0x3573ae4e Dispositivo Boot Start End Blocks Id System /dev/sdc1 * 1 1017 3940844 c W95 FAT32 (LBA)
Come potete ben notare l’output mostra un’asterisco in corrispondenza della colonna "Boot": questo significa che l’intento di rendere la partizione bootabile è riuscito.
Naturalmente esistono tools che permettono di svolgere quanto illustrato in maniera automatica e forse in minor tempo. Tanto per citarne uno Gparted è un’ottimo strumento che semplificherebbe tutta la procedura a colpi di click.











