Supponiamo di avere scritto una serie di articoli sull’Open Source che vogliamo raccogliere in un libro da regalare ai nostri amici o semplicemente da tenere in libreria nella sezione "manuali".
Supponiamo anche di volere provare la soddisfazione di realizzare, da soli, il libro in questione…Si può fare, si può fare…
Apriamo OpenOffice (Writer) e copiamo i nostri articoli impaginandoli come più ci piace, avendo cura di indicare dal menù Formato –> Pagina –> "scheda" Pagina –> i seguenti valori:
- formato A4;
- margini alto e basso impostati a 2 cm;
- margine destro 4cm;
- margine sinistro 3cm.
Questi valori per la mia esperienza sono ottimali per il risultato finale. Io ho usato per il mio ultimo lavoro il carattere bellMT dimensione 16.
Una volta inseriti tutti i nostri articoli salviamo il file nella normale estensione .odt, facciamo una stampa usando l’apposita opzione "stampa su file" che creerà un file versione postscript tipo miofile.ps ed è su questo che lavoreremo.
Adesso entrano in gioco le psutils, utility sviluppate da Adobe che non sono propriamente open source ma sono liberamente usabili. Nella mia Suse 11.0 le ho installate tranquillamente tramite yast. Attraverso le psutils possiamo lavorare sul miofile.ps in maniera ottimale, soprattutto se lo avremo prodotto con un minimo di accortezza già in Open Office come indicato in precedenza. Esiste una guida molto ben fatta sugli Appunti di informatica libera che ci spiega anche come agire a seconda se la stampante che utilizziamo sia in grado di gestire il fronte retro o no.
Inizialmente io stampavo da winXP con una Lexmark Z43 che gestiva la fascicolatura con driver propietari non rilascaiti per linux; è stato grazie agli appunti di informatica libera che sono riuscito a ottenere lo stesso risultato su linux. Bisogna anche aggiungere che Suse 10 con kde3.5 per la gestione di file postscript usa il validissimo KGostWiev, che ha nella gestione dei filtri di stampa le psutils. Peccato che kde4 non supporti più KGW quindi ritorniamo ad usare la nostra cara console.
In questo caso la stampante che utilizzo è una HP Deskjet d2460 che non gestisce il fronte retro quindi dovrò provvedere ricorrendo a due passaggi di stampa, uno per ogni facciata (come spiegato negli appunti di informatica libera da cui prendo le definizioni seguenti).
Utilizzeremo 3 programmi:
- Il programma PSBOOK elabora un file PostScript generando un altro file in cui la sequenza delle pagine risulta alterata in modo da poter stampare un libretto. Per esempio, nel caso della stampa di gruppi di quattro pagine, la sequenza generata è 4-1-2-3, in modo da poter stampare un foglio in cui sul fronte (recto) appaiano le pagine 4-1 e sul retro (tergo) le pagine 2-3. Questo permette di piegare il foglio e di leggerlo a modo di libretto. In tal caso si hanno legature (segnature) di un solo foglio. I gruppi di pagine possono essere di dimensioni maggiori, precisamente si tratta di multipli di quattro;
- Il programma PSNUP elabora un file PostScript generando un file in cui diverse pagine di origine sono assemblate in un’unica pagina finale. In pratica permette di ottenere due o più pagine in un’unica facciata.
- Il programma PSSELECT elabora un file PostScript estraendone alcune pagine e generando un nuovo file con queste. Le pagine vengono selezionate attraverso l’opzione -p che può essere usata congiuntamente a -e (pagine pari) oppure -o (pagine dispari). Con l’opzione -r le pagine estratte vengono organizzate in ordine inverso rispetto a quello di origine (reverse).
I comandi possono essere dati insieme da console con una stringa di questo tipo:
Per le pagine pari adottare questa sintassi:
psbook -s4 miofile.ps| psnup -2 | psselect -e > miofilepari.ps
Per le pagine dispari digitare il seguente comando:
psbook -s4 miofile.ps| psnup -2 | psselect -o -r > miofiledispari.ps
Come potete capire il terzo passaggio è necessario per gestire il fronte retro, inoltre l’opzione -r è comoda con la mia stampante, potrebbe non servire con altre. A questo punto partiamo con la stampa, converrà che facciate prima qualche prova con un file originale di una ventina di pagine per vedere il risultato finale e stabilire se è il caso di cambiare il parametro di psbook. Nella versione definitiva io ho usato -s16.
- Seconda Parte – Come rilegare il fascicolo -
Nel mio caso si tratta di un documento di 99 pagine, stampato su 28 fogli fronte retro, due pagine per facciata; per stamparlo ho impiegato circa 45 minuti.
Ma ecco il risultato: i cosiddetti sedicesimi. Il documento realizzato in OpenOffice è stato trasformato in 7 fascicoli , ogni fascicolo composto di 4 fogli da piegare e inserire uno dentro l’altro, 16 pagine 2 per ogni facciata.
Ora possiamo iniziare la rilegatura. Muniamoci di un filo di cotone bianco (il sintetico potrebbe essere tagliente per la carta) e di un ago e incominciamo a fare il primo foro nel primo fascicolo. 4 pagine sono relativamente facili da forare. Qui ho usato filo nero per migliore visibilità.
Attenzione: fare un foro preciso in modo che l’ago fuoriesca dalla pagina più interna per poi farlo riuscire circa 2 cm dal primo foro, ripetendo il giro ancora una volta per poi passare all’altro lato del fascicolo.
Altri due giri e poi possiamo passare ad un altro fascicolo. Resteranno visibili all’esterno del fascicolo lungo la costa i due passaggi di filo, uno per lato. Qui si vede quello di sinistra, il destro è ancora da fare. Occhio che i fascicoli siano messi in ordine di pagina…Una volta che un altro fascicolo ha subito lo stesso trattamento, passiamo l’ago anche all’interno dei passaggi di filo fatti in precedenza in modo da vincolare i fascicoli tra loro e irrobustire la struttura.
Alla fine serriamo i fascicoli rilegati tra due assicelle di legno in modo che siano ben pressati, troviamo il modo di sospendere il tutto verticalmente e passiamo sul dorso del libro, quasi finito, del mastice incolore, facendolo penetrare bene tra i fili e negli spazi vuoti fra i fascicoli.
Nella foto il lavoro non è ancora finito, si vede solo il passaggio di sinistra ma l’idea è resa bene.
Mentre la colla asciuga preparate la copertina, un foglio A4 che recherà titolo, foto di copertina, commenti in terza di copertina, ….e poi fatelo aderire al dorso con una ulteriore passata di mastice. A questo punto non resta che rifilare le pagine con una taglierina o andando da un qualsiasi tipografo che ammirato dal vostro lavoro non mancherà di aiutarvi e farvi i complimenti.
Ah, salutatelo da parte mia…..












#1 by Massimo on 8 marzo 2009
Dopo aver rilegato decine di fogli A4 di appunti/manuali con colla vinilica e filo quasi quasi mi commuovo ;-)
#2 by Roby on 8 marzo 2009
Ma che bell’articolo! I miei complimenti, veramente! :D
#3 by Crismon on 8 marzo 2009
Una giuda a dir poco ottima, che prossimamente testerò per dare una sistemata ai miei appunti. Non mancherò di farmi sentire non appena metterò in pratica questo splendido metodo.
Grazie awb58!!
#4 by Deckard on 8 marzo 2009
Mizzega Awb, io quasi mi inchino. Pur avendo letto la tecnica di legatoria che usi anni fa, io l’ho scartata a priori. Mi sudan ancora le mani pensare di fare una cosa del genere. Allora ho imparato e perfezionato questo modo, che pur essendo primordiale, ha un suo perchè e garantisce un certo risultato.
Prima bisogna perforare i fogli, copertina compresa e legare il tutto così:
http://img7.imageshack.us/img7/6236/bozza.jpg
Noterai subito alcune cose che vanno evitate, come per esempio il leggere il libro prima dell’incollatura (non ho resistito!) e il fare troppi passaggi di filo che poi ondulano troppo la spalla.
Ovviamente io il fronte retro lo faccio fare in maniera semi automatica dal driver della stampante (ho una laser da soho, convertita a ho).
Poi si stampa la spalla, facendo un documento con impress, con titolo autore e quant’altro, stando attenti allo spessore del libro, si ritaglia e piega. Si incolla il libro dove serve (vinavil), magari in po’ in abbondanza sulle legature e un filo anche sulla spalletta coi titoli. Si compone il tutto e il giorno dopo, quando secco, con nastro adesivo trasparente e alto (1€ in offerta al super o nei migliori mercati rionali) si ricopre la parte bianca della spalletta. Questo è il risultato. Assicuro che son indistruttibili.
http://img16.imageshack.us/img16/992/risultato.jpg
#5 by Massimo on 8 marzo 2009
Il metodo illustrato da Deckard era ed è ancora il mio metodo
#6 by awb58 on 8 marzo 2009
apprezzo i complimenti e ringrazio. tenete presente che questo procedimento serve per ottenere dei veri e propri libri ed io lo ho utilizzato per rilegare i miei romanzi e le mie raccolte di poesie…ci tenevo ad una ottima estetica; certo può essere eccessivo per poche pagine di appunti…
#7 by Furettodiabetico on 23 luglio 2010
Mi piace un sacco il tuo articolo!! A distanza di un anno dalla sua scrittura.. Rimane il migliore!!
Che ne dici di mettere qualche suggerimento per una probabile copertina rigida fatta al 100% a mano?!
#8 by Bigpapo58 on 25 luglio 2010
grazie per l'apprezzamento. ad un anno di distanza se non me lo diceva Crismon non me ne sarei accorto! :-)
Per la copertina rigida le cose sono leggermente più complesse. Dato per scontato che la copertina rigida la sai fare, dovrai creare i 2 risguardi, ossia un foglio di dimennsioni tali da poter essere incollato sulla copertina e sulla prima pagina (bianca) del libro, uno per ogni lato della copertina. In questo modo la copertina sarà incollata alle pagine. Ti sarà più chiaro prendere un ibro con la copertina rigida e guardare come è fatto. Facci sapere e…buon lavoro!
#9 by awb58 on 25 luglio 2010
naturalmente sono sempre io….sotto mentite spoglie…